Ivo andric prokleta avlija pdf

Ivo Andrić, figlio di Antun Andrić e Katarina Pejić, nacque a Travnik, in Bosnia ed Erzegovina, dove i genitori si erano recati per far visita a dei ivo andric prokleta avlija pdf. La famiglia era residente a Sarajevo, città di origine della famiglia paterna.


Il padre e i fratelli condividevano l’attività lavorativa e una predisposizione alla tubercolosi. Tutti i fratelli morirono in giovane età e Andrić restò orfano di padre a due anni. La madre, indigente, fu costretta ad affidare il figlio alla sorella del marito, Ana, che viveva a Višegrad e lì Ivo frequentò la scuola elementare.

Al termine delle elementari ritornò a Sarajevo, dove frequentò la scuola secondaria. In quegli anni cominciò a scrivere poesie e nel 1911 è stato pubblicato il suo primo poema.

Nell’ottobre del 1912, grazie ad una borsa di studio, cominciò gli studi presso l’Università di Zagabria. L’anno successivo si trasferì a Vienna, dove frequentò corsi di storia, filosofia e letteratura. Il clima di Vienna non giovò alle sue condizioni di salute e dopo ripetute polmoniti si trasferì alla facoltà di filosofia dell’Università di Cracovia.

Il 28 giugno del 1914, appena venuto a conoscenza dell’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, lasciò Cracovia. Venne arrestato dalla polizia austriaca a Spalato e imprigionato prima a Sebenico e in seguito a Maribor, dove rimase fino al marzo del 1915.

Nel contempo pubblica il suo primo libro di poemi “Ex-Ponto”. Era ancora a Zagabria quando vi fu il crollo dell’Impero austro-ungarico, seguito dall’unificazione e dalla creazione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Nell’ottobre del 1919 si trasferì a Belgrado, dove trovò lavoro in un ministero e nel 1920 iniziò la sua carriera diplomatica con una nomina presso il Vaticano. Nello stesso anno pubblicò alcuni racconti brevi ed una raccolta di poesie.

Seguirono incarichi a Bucarest e Trieste e nel 1923 divenne vice-console a Graz. Non essendo in possesso di un titolo universitario fu licenziato dal servizio diplomatico, ma gli fu data la possibilità di sostenere una tesi, per poi essere riammesso al servizio. Si iscrisse alla facoltà di filosofia e nel giugno del 1924 sostenne a Graz una tesi sullo sviluppo della vita spirituale durante l’Impero ottomano.

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